Introduzione

La Raccomandazione 2011/696 della Commissione europea (CE) al punto 2 definisce con il termine “nanomateriale” un materiale naturale, incidentale o ingegnerizzato contenente particelle allo stato libero, aggregato o agglomerato e in cui, per almeno il 50% delle particelle nella distribuzione dimensionale numerica, una o più dimensioni esterne sono comprese tra 1 e 100 nanometri.
In casi specifici, e dove giustificato dall’interesse per l’ambiente, la salute, la sicurezza e la competitività, la soglia del 50% può essere sostituita con un soglia compresa tra l’1 e il 50%.

In deroga al punto 2, dovrebbero essere considerati nanomateriali fullereni, grafene e nanotubi di carbonio a parete singola, con una o più dimensioni esterne al di sotto di 1 nm.

I nanomateriali sono caratterizzati da proprietà peculiari, derivanti da un elevato rapporto tra area superficiale e volume.
Questo comporta una maggiore percentuale di atomi di superficie rispetto agli atomi interni, conferendo ai NM una elevata reattività e proprietà chimico-fisiche e strutturali completamente diverse rispetto alle forme convenzionali degli stessi materiali.
Tali proprietà sono ampiamente sfruttate in diversi ambiti applicativi.

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